lunedì 26 aprile 2010

Nomine negli enti locali

In Italia lo spoils system introdotto non è in grado, a differenza di quello inglese e messicano, di attrarre talenti o manager di successo dal settore privato, ed è asservito alle volontà dei partiti governativi e rischia di realizzare clientelismo, di attentare all’imparzialità della PA e di alimentare la corruzione. La riforma Brunetta, grazie alle proposte del PD e del senatore Pietro Ichino relative alla introduzione della cultura della trasparenza e  delle competenze, prevede nuove regole che limitano lo spoils system.
Le autonomie locali rappresentano una fetta rilevante dello spoils system italiano ed attraverso la gestione dei servizi pubblici locali e di altre attività rivestono notevole valore per l’economia locale e per la qualità della vita dei cittadini.
Ad oggi non vi è alcuna legge che disciplini la materia delle nomine effettuate dagli enti locali e, quindi, molto spesso si ricorre a criteri non condivisibili che sono la conseguenza di accordi nascosti che non corrispondono al requisito della trasparenza e delle competenze. Tale metodologia restringe gli spazi di democrazia e mortifica la domanda di partecipazione dei cittadini utenti.
Gustavo Ghidini in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 12 ottobre 2009 afferma che “per affermarsi attraverso le istituzioni contano fedeltà, scambio di favori, appartenenze e altro …… facilita la penetrazione nell’amministrazione della cosa pubblica di personaggi legati a centri di corruzione e persino a poteri criminali”.
Vi sono Comuni che hanno adottato un regolamento per le nomine dei membri dei consigli di amministrazione delle società partecipate che disciplina la trasparenza, la valutazione, le competenze, le incompatibilità ed il controllo esercitato dalla Giunta e dal Consiglio comunale.
In molti casi i Comuni presentano una disciplina inadeguata che permette ai consiglieri comunali di scegliere i candidati senza entrare nel merito delle competenze possedute dalle persone interessate all’incarico. Si procede, quindi, alla pura e semplice nomina dei rappresentanti nelle società, realizzando una mera spartizione delle nomine tra maggioranza e minoranza ed all’interno di ciascun partito tra le componenti di esso. In questo caso non si applicano i fattori della trasparenza, della valutazione e delle competenze con il risultato che i cittadini stanno a guardare senza poter far nulla e subiscono la lottizzazione del potere.
Questa metodologia allontana sempre di più le comunità locali dal sistema politico ed amplia la sfiducia dei cittadini nei partiti e non è un caso che alle ultime elezioni regionali ha vinto il partito delle astensioni. Nonostante questo si persevera nell’errore e non si intravvede un piccolo segno di cambiamento.
In assenza di una legge che disciplini le nomine occorre adeguare i regolamenti degli enti locali, prendendo ad esempio i contenuti della legge n. 15 del 2009 e del decreto legislativo n. 150 del 2009, le cui disposizioni prevedono per gli organi sopra indicati dei requisiti di professionalità e di competenze rilevanti.
Il regolamento comunale potrebbe prevedere i seguenti elementi:
- Trasparenza. Avviso pubblico del Sindaco che informa le posizioni da coprire nelle società al fine di raccogliere le candidature di coloro che intendono ricoprire i ruoli indicati. Nel sito web del comune viene istituito un apposito spazio nel quale sono pubblicati tutti i documenti, le relazioni, le valutazioni, gli obiettivi da perseguire ed i dati di performance delle società, i curriculum dei candidati ed ogni altro atto necessario a realizzare la trasparenza;
- Requisiti. Per essere nominati nei consigli di Amministrazione delle società bisogna possedere i seguenti requisiti:
a) Laurea in economia e ingegneria gestionale o attinente l'azienda ed il settore di riferimento;
b) Conoscenza del settore specifico di mercato;
c) Conoscenza della strategia del settore;
d) Competenze finanziarie ed economiche;
e) Competenze in analisi di bilancio;
f) Valutazione curricula e nota illustrativa del lavoro svolto e degli obiettivi che la società a parere del candidato dovrebbe conseguire. I candidati sostengono un colloquio sui punti indicati.
- Valutazione. Una apposita commissione consiliare nella quale sono rappresentati tutti i gruppi consiliari ha il compito di selezionare e valutare le candidature e sottoporre al consiglio comunale i candidati selezionati. Le candidature selezionate con motivazione scritta sono sottoposti alla scelta del consiglio comunale.
- Incompatibilità. Occorre stabilire le incompatibilità delle candidature con il ruolo da ricoprire. Non è candidabile chi ha avuto una condanna in qualsiasi grado di giudizio, chi ha in corso un procedimento giudiziario per fatti gravi e per illeciti con attinenza alla attività svolta dalla società e dall’organo per il quale è espressa la candidatura e chi ha avuto rapporti di affari negli anni immediatamente precedenti con la società per la quale si candida. Per ristabilire un giusto rapporto tra politica e management è necessario prevedere delle incompatibilità per coloro che rivestono incarichi politici o siano stati candidati per le elezioni politiche ed amministrative negli anni precedenti al bando.
I gruppi consiliari dovrebbero presentare una proposta di regolamento comunale che disciplini i criteri ed i requisiti per le nomine nei consigli di amministrazione delle società di gestione dei servizi pubblici locali, introducendo la trasparenza, la valutazione e le competenze.
Nei comuni in cui non si procede alla approvazione di un nuovo regolamento nel senso indicato il Partito Democratico provinciale, compreso quello di Verona, deve fare propria la cultura della trasparenza e delle competenze. Tale cultura, introdotta dal PD nazionale in occasione della legge sulla PA, permette che le nomine “si basino su criteri di competenza oggettivamente verificabili” (Ichino).
“Queste imprese svolgono un ruolo importante per i cittadini e le collettività, e le persone che vengono candidate devono possedere, al di là della buona volontà, le competenze minime per poter svolgere adeguatamente il loro ruolo” (Testa).
Come procedere? Il PD informa tutti gli iscritti delle nomine e li invita se interessati a presentare curriculum e nota illustrativa. Le candidature possono essere valutate e selezionate da una commissione o comitato o altro organismo. Le candidature selezionate con motivazione scritta sono sottoposti all’approvazione degli organi competenti (direzione del PD provinciale e gruppi consiliari). Le candidature approvate vengono sostenute dai gruppi consiliari nelle sedi competenti alla nomina. Dopo la nomina occorre pubblicare nel sito del PD curriculum e motivazione della persona nominata.
La trasparenza è uno strumento necessario per realizzare un rapporto di fiducia con gli iscritti e gli elettori. Mentre la valutazione delle competenze permette di proporre delle persone che siano in grado di migliorare la performance dei servizi pubblici locali.
Occorre considerare che il bene del PD e dei cittadini ha moralmente la precedenza sulle necessità dei leader.

Nessun commento: